Mostre

PRESENTAZIONE DI FOTO/INDUSTRIA BOLOGNA ‘15

ISABELLA SERÁGNOLI
PRESIDENTE FONDAZIONE MAST

Il mese della Fotografia Industriale a Bologna si articola attorno al concetto di mostrare al grande pubblico il mondo del lavoro, proponendo un dialogo tra la bellezza degli spazi storici e la meraviglia delle immagini fotografiche di artisti internazionali che con il loro occhio e il loro obiettivo hanno saputo cogliere l’essenza della raffigurazione dei processi lavorativi in molteplici e differenti luoghi di produzione.
Il nostro paese annovera tradizionalmente festival, mostre, rassegne che hanno come soggetto l’immagine fotografica, sia come documento, sia come opera d’arte, tuttavia inconsueto è l’appuntamento di Foto/Industria curato anche per la seconda edizione da Francois Hébel, direttore artistico illuminato e attento.
Far dialogare i collezionisti pubblici e privati, esporre fotografie inedite o viste di rado, conciliare il XX secolo con il XXI, superare l’ambiguità dell’immagine fotografica tra documento e valore artistico, indagare sul nostro rapporto con il mondo e la società che lavora, sono la cifra della Biennale di Fotografia Industriale.
Le esposizioni si inscrivono in un’alleanza tra la fotografia e lo spettatore, nel senso di far parlare le immagini e accendere un racconto suggestivo sui mestieri e su chi opera.
Un viaggio che, restando nella propria città o arrivando da lontano, apre lo sguardo verso mondi produttivi apparentemente diversi, ma non necessariamente di confine.
Accanto ai grandi autori internazionali, la biennale dà spazio a opere recenti di giovani fotografi che si sono misurati nella 4a edizione del concorso GD4PhotoArt.
G.D, leader mondiale nel settore delle macchine per il packaging, ha avviato nel 2007 la competizione per promuovere l’attività di giovani autori e creare un fondo di immagini sul lavoro e dare così inizio a quella che è la collezione di fotografia industriale della Fondazione MAST che negli anni si è arricchita già di uno straordinario corpo di alcune migliaia di immagini sul lavoro, contando sulla valente consulenza artistica del curatore Urs Stahel.
Nella PhotoGallery del MAST le attività espositive si sono concentrate, per la biennale, sui quattro finalisti del concorso, che presenteranno il loro orizzonte di ricerca contemporanea e il loro modo di interpretare il lavoro.
A dare voce alle immagini, non poteva mancare l’editoria fotografica industriale cui è dedicata un’area del MAST, con la raffinata raccolta di Salvina Palmieri che ha collezionato con competenza e singolare predilezione decine di volumi che promuovono le industrie e i loro prodotti.
Questa edizione celebra anche una partnership molto salda con le istituzioni che rappresentano la città di Bologna.
Assieme alla Fondazione MAST, l’Amministrazione ha colto l’importanza di valorizzare il tessuto industriale dell’area metropolitana e del territorio, con un evento internazionale come la biennale, che apre alla scoperta di luoghi storici e alla cultura della espressione artistica fotografica, per offrire ai visitatori la condivisione di una passione.

 

INTRODUZIONE A FOTO/INDUSTRIA BOLOGNA ‘15

François Hébel
DIRETTORE ARTISTICO DI FOTO/INDUSTRIA

PRODURRE
Produrre, una parola che accomuna tutto il mondo del lavoro, che si applica tanto alla sfera materiale quanto a quella immateriale.
Questa seconda edizione di Foto/Industria, biennale di fotografia dedicata al lavoro in tutte le sue forme, declina la parola produzione fino a comprendere l’intera filiera, dalla creazione al riciclo.
Produzione, post-produzione, produttori, pausa, prodotti sono i capitoli che riuniscono le mostre in programma nelle sedi del centro storico di Bologna, mentre alla Fondazione MAST, con la curatela di Urs Stahel, vengono presentate le opere dei finalisti del concorso GD4PhotoArt giunto alla quarta edizione, nato per promuovere l’attività di giovani fotografi sui temi di industria, società e territorio e viene altresì esposta una collezione di libri fotografici sull’industria italiana. Le attività chiamate in causa sono le più svariate, prova, questa, che per i fotografi non esistono soggetti poco attrattivi e che molteplici sono i modi di affrontarli.
In questa edizione troveremo, di fianco ad artisti di grande fama, reporter, ritrattisti, fotografi d’industria, giovani professionisti o fotografi non fotografi che, attraverso il prisma della fotografia, hanno infuso un tocco di umanità alle loro professioni. L’ambito del lavoro e della produzione richiama immediatamente la vita quotidiana e la società. Un terreno fertile per la fotografia, fin dalla sua nascita luogo di sfide, di simboli, dove la realtà viene raccontata, ma anche trasformata.
Dall’infinitesimale al gigantesco, dal raggio di sole sulla moquette al treno che sfreccia nella notte a tutta velocità, dalla ricostruzione artificiale che sembra più vera della stessa realtà a composizioni di oggetti recuperati che sembrano, questi sì, disegni, dal bello che dovrebbe invece essere visto brutto, dai corpi logori e sfruttati alla sontuosa dignità dell’ironia e della poesia, i fotografi invitati hanno tutti scelto punti di vista e modi di operare forti, inattesi e soprattutto significativi. Le opere fotografiche del XX e XXI secolo e la collezione di libri aziendali sono inserite in percorsi espositivi in gran parte originali ed espressamente creati per Foto/Industria.
Ancor più della prima edizione, questa rassegna, unica al mondo per la sua capacità di selezionare sguardi e visioni sul lavoro e la produzione, è in realtà un autentico festival di fotografia industriale offerto ai visitatori nella cornice eccezionale del centro storico di Bologna e alla Fondazione MAST. Nuovi spazi espositivi si sono aggiunti alla già ricca scelta di palazzi storici, cappelle barocche, musei, dando modo ai visitatori di accedere a piedi a luoghi di grande interesse e alle loro collezioni, in occasione della visita a Foto/Industria. Un ampio programma di eventi dà spazio anche a incontri con i fotografi e i curatori delle esposizioni della prima (2013) e della seconda edizione (2015).
Foto/Industria crede nella possibilità di estendere i temi della fotografia a una platea sempre più vasta e di contribuire a una migliore qualità del nostro sguardo.

 

Urs Stahel
CURATORE DELLE MOSTRE E DELLA PHOTOGALLERY MAST

FINALISTI CONCORSO GD4PHOTOART 2015
GD4PhotoArt è una selezione biennale di giovani fotografi che ha lo scopo di documentare e sostenere l’attività di ricerca sull’immagine dell’industria, la trasformazione che essa induce nella società e nel territorio, il ruolo del lavoro per lo sviluppo economico e produttivo.
Indetto nel 2007, a partire dal 2013 il concorso è entrato a far parte di un progetto più ampio che si sviluppa all’interno di MAST (Manifattura di Arti, Sperimentazione e Tecnologia), il complesso innovativo adiacente alla storica fabbrica di G.D e alla sede centrale del Gruppo Coesia a Bologna che offre vari servizi ai collaboratori e alla comunità. Le attività di MAST sono coordinate da un ente non profit, la Fondazione MAST che dal 2013 promuove il concorso assieme a G.D.
Dal 2007 a oggi, GD4PhotoArt ha contribuito alla creazione di una raccolta fotografica di artisti contemporanei che rientrano in una collezione più articolata e storica di immagini sull’industria e sul lavoro. Tutte le attività legate alla collezione hanno ora sede nello spazio dedicato a questo tema nella Gallery del MAST, dove vengono organizzate mostre nel corso dell’anno. Nell’ambito di tale specifico e originale progetto, il concorso rappresenta un’occasione per sostenere i giovani fotografi che intendono confrontarsi con l’odierna realtà sociale. In questo contesto, la Fondazione Mast promuove inoltre Foto/Industria, la prima biennale al mondo di fotografia industriale, sotto la direzione artistica di François Hébel.
Da venti, trent’anni, l’industria europea è chiamata ad affrontare una fase di profondo cambiamento che non interessa solo le imprese, ma la società nel suo complesso e noi tutti, ogni singolo individuo. La produzione viene esternalizzata, gli impianti dislocati in paesi lontani, esponendo la società al rischio di perdere in tal modo anche il know how maturato nel corso dei secoli e le strutture collettive e decisionali tipiche delle nostre realtà lavorative. Attraverso il confronto con i lavori fotografici sul mondo del lavoro, la Fondazione MAST – con la sua Photo Gallery, la collezione fotografica, il concorso GD4PhotoArt e la biennale Foto/Industria – mira a promuovere una maggiore comprensione delle realtà sociali ed economiche, a dare forza all’innovazione e a sostenere il senso di responsabilità individuale e collettivo. Le modalità di partecipazione al concorso prevedono che i fotografi, di età non superiore a quarant’anni, vengano proposti da segnalatori internazionali del settore. I candidati vengono invitati a partecipare presentando un progetto e il proprio portfolio. La giuria seleziona quattro finalisti, ognuno dei quali riceve una borsa di studio per realizzare il programma di lavoro previsto. Prima dell’inaugurazione della mostra, la giuria si riunisce nuovamente per valutare le opere e decretare il vincitore del concorso, che riceve un ulteriore premio.
Per la shortlist della quarta edizione di GD4PhotoArt sono stati selezionati:
Marc Roig Blesa, Raphaël Dallaporta, Madhuban Mitra e Manas Bhattacharya, Óscar Monzón.
Il vincitore verrà nominato in occasione della biennale Foto/Industria 2015.
La giuria dell’edizione 2013-14 di GD4PhotoArt è formata da: Isabella Seràgnoli (presidente di G.D e della Fondazione MAST), Quentin Bajac (MoMA – The Museum of Modern Art, New York), Giovanna Calvenzi (giornalista, Periodici San Paolo, Milano), Giuseppe Ciorra (Maxxi Architettura), Daniela Facchinato (fotografa), Laura Gasparini (Fototeca Panizzi, Reggio Emilia), François Hébel (direttore artistico di Foto/Industria), Michael Hoppen (gallerista, Michael Hoppen Gallery, Londra), Piero Orlandi (Istituto per i beni culturali della Regione Emilia-Romagna), Urs Stahel (curatore della collezione fotografica della Fondazione MAST), Roberta Valtorta (Museo di fotografia contemporanea di Cinisello Balsamo, Milano).

DALL’ALBUM AL LIBRO FOTOGRAFICO
L’INDUSTRIA ITALIANA IN 120 VOLUMI
COLLEZIONE SAVINA PALMIERI

Prima è venuto l’album, poi l’opuscolo, infine il libro: nel corso degli ultimi cento anni, le industrie hanno fatto sempre ricorso alla stampa per sostenere e promuovere la propria attività, sia sotto forma di album, sia come dépliant e opuscolo pubblicitario o anniversary book. I 50, 100 o 150 anni di vita di un’azienda venivano spesso celebrati con sfarzose pubblicazioni rilegate sulla propria storia. Immagini e testo erano i garanti dei risultati ottenuti, del successo e della prosperità di un’impresa. Con i suoi 120 libri pubblicati da varie industrie italiane, la mostra illustra l’uso della fotografia nelle opere a stampa e, contemporaneamente, offre una panoramica sulla fotografia industriale italiana e la storia dell’industria in Italia. Le molteplici videoproiezioni delle pubblicazioni consentono inoltre al pubblico di sfogliare i libri virtualmente. Le opere esposte provengono dalla collezione milanese di Savina Palmieri. L’esposizione è corredata di un testo critico introduttivo a cura di Cesare Colombo.

Mappa delle mostre