Robert Doisneau

Renault

A causa dei suoi continui ritardi sul lavoro, Robert Doisneau si vedrà costretto a lasciare la Renault nel 1939, all’età di 27 anni, dopo averne passati cinque come fotografo aziendale.
Ritraeva le automobili in fotografie di svago, suggerendoci un senso di grande benessere e opulenza. Profondamente intriso di cultura operaia, fotografava anche le catene di montaggio, le mense e l’assunzione dei lavoratori.
Il suo occhio tenero e divertito non manca di immortalare gli operai distesi su un mucchio di pneumatici mentre attraversano il mitico sito dell’Île Seguin a Billancourt.
Questa mostra è stata presentata a La Villette di Parigi, ed è una delle ultime serie di stampe ai sali d’argento prodotte sotto la diretta supervisione dello stesso Robert Doisneau.

Catena di montaggio
1946

Operaie della Renault, Boulogne Billancourt 1945

Refettorio della cooperativa, officine Renault 1937

Pubblicità Renault 1935

Nato nel 1912 a Gentilly.
Morto nel 1994 a Montrouge.

Renault

La giovinezza spensierata è una nozione del tutto falsa messa in giro da vecchi senza memoria.
Al contrario, io serbo di quell’epoca il ricordo di una grande inquietudine. Quella di essere totalmente inservibile. Avevo le mie brave ragioni per questo. Dopo quattro anni di scuola professionale, in cui mi avevano insegnato i segreti di una tecnica completamente superata, mi sono ritrovato tra la polvere di un laboratorio tra litografi rassegnati.
Dopo un percorso tortuoso, che mi ha portato da quella bottega di incisione a uno studio cinematografico passando per un’agenzia pubblicitaria, giunse il momento anche per me di dovermi guadagnare da vivere. A quel punto mi proposero un accordo: avrei potuto farcela se fossi diventato prigioniero delle officine Renault dove erano detenuti a vita 40.000 operai.
Per cinque anni mi sono impratichito nella fotografia industriale.
L’attrezzatura all’epoca era pesante e a volte il lavoro risultava piuttosto faticoso.
La mia sorte, tuttavia, non era in alcun modo paragonabile a quella degli operai della catena di montaggio. Io ero una specie di giullare appena tollerato.
Produrre immagini in un contesto industriale richiede formazione tecnica, sprezzo delle vertigini e soprattutto grande rispetto del mondo operaio.
Quando mi capita di ritrovare le foto di quell’epoca, mi tornano alla mente gli odori di olio caldo e di gas di scarico. Poi ricordo i rumori a corredo di quelle immagini – colpi sordi, percussioni, scoppiettii elettrici, tutto un baccano assordante. Molto di rado, forse troppo, la preparazione di un annuncio pubblicitario mi permetteva di evadere per qualche ora. Realizzazione ben modesta, che niente aveva a che vedere con gli attuali mezzi impiegati. Ingaggiate per le loro silhouette, alcune dattilografe venivano utilizzate come modelle. A quei tempi il risparmio era la parola d’ordine nel campo della pubblicità.
Agosto 1991

Robert Doisneau

Fotografie
© Atelier Robert Doisneau
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