Le mie Cose.
Il progetto che ho iniziato nel 2001 è una serie di fotografie realizzate scansionando oggetti. Ho lavorato a questo progetto per dodici anni. Dodici anni, nel pensiero tradizionale cinese, rappresentano il periodo di trasmigrazione in cicli di fati e destini diversi.

Il processo di produzione delle opere di questa serie è un lavoro associato alle tracce della vita di un individuo. Giorno dopo giorno, ho inserito gli oggetti consumati quotidianamente nello scanner, un pezzo dopo l’altro, come se tenessi un diario visivo. Dopo aver scansionato gli oggetti originali, li ho salvati in formati digitali e ho classificato questi file in diverse cartelle sul mio computer, per poter successivamente creare un collage.

Questo compito, come la pratica quotidiana di uno yogi, è diventato un’abitudine nella mia vita, nonché uno strumento per osservare la condizione umana nella moderna società consumista.
Lo stesso atto della scansione, attraverso il quale si stabilisce una relazione intima fra oggetti ed esseri umani, esprime un’accurata oggettività, una riducibilità e un elemento di concretezza. Attraverso questa pratica, ho raccolto dati fondamentali della vita contemporanea e ho creato un inventario della fondamentale essenza sociale tramite l’esperienza personale, in modo da generare un atto di volontà retrospettivo e di auto-analisi.

Il consumismo contemporaneo esprime un concetto di ideologia e una strategia di collusione politica ed economica. Questi valori sono stati in qualche modo resi estremamente legittimi e logici, come se il consumismo fosse stato utilizzato come la forza traente dietro lo sviluppo e la stabilità sociali.
Gran parte della nostra domanda come consumatori è il risultato di bisogni sociali; ci permette di agire in modo appropriato alla nostra epoca. La realtà continua a ispirare i nostri desideri; noi, come esseri umani, abbiamo già istituito una relazione interdipendente con le sostanze, una relazione talmente forte che la sua formazione è pressoché inevitabile. Ciononostante, è su questa base che la nostra civiltà è stata costruita.

Scansioni.
A partire dal 2001, ho cominciato a scansionare oggetti per creare opere fotografiche. Ho notato che la tecnica di scansione elettronica è completamente diversa da quella della macchina fotografica. Per utilizzare la prima tecnica, l’artista deve accumulare e selezionare oggetti e poi annullare la distanza fra essere umano e oggetto, nonché fra quest’ultimo e la macchina, cosa assai diversa dallo spazio necessario fra una macchina fotografica e i suoi oggetti.

La lente della macchina fotografica serve come un surrogato della vista umana, mentre la scansione dà la sensazione di incollare gli oggetti. La lente di uno scanner rivela il rovescio di ciò che vediamo; inoltre, appiattisce visivamente gli oggetti, come se fossero sottoposti a frizione. Per di più, la scansione è il sistema più rigido per rivelare le reali dimensioni dei prodotti. Di conseguenza, possiede di fatto interezza ed evidenza schiaccianti. Tento di infondere nei miei lavori investigazioni estetiche.

Hong Hao

Hong Hao è rappresentato da Pace Beijing Gallery

01 – Hong Hao – Contabilità 07 B, 2008 – © Hong Hao courtesy Pace Beijing
02 – Hong Hao – Le mie cose n. 7, 2004 – © Hong Hao courtesy Pace Beijing
Le foto possono essere pubblicate solo nell’ambito di informazioni e notizie che trattano di FOTO/INDUSTRIA
MAMbo, MUSEO D’ARTE MODERNA DI BOLOGNA
VIA DON MINZONI, 14