Mirelle Thijsen

Analizzare il lavoro oggi: la collezione dei libri di fotografia d'impresa

Ormai da qualche anno, i libri di fotografia sono oggetto di grande interesse da parte di collezionisti e storici dell’arte. Mirelle Thijsen si è occupata di raccogliere i migliori libri fotografici pubblicati nel dopoguerra dalle aziende olandesi. Questo affascinante libro di riferimento, Het bedrijfsfotoboek 1945-1965. Professionalisering van fotografen in Nederland (Il libro fotografico aziendale 1945-1965. La professionalizzazione dei fotografi nei Paesi Bassi), è diventato un raro oggetto da collezione.
Appoggiandosi a istituzioni olandesi e internazionali, Mirelle ha proposto per Bologna un progetto originale incentrato sui migliori libri fotografici aziendali.

I tavoli di potere (1996). Fotografia : Jacqueline Hassink. Design : Melle Hamer, Plus X. Testo: Henry Peretz, Raoul Bunschoten.
Editore: Menno van de Koppel, Amsterdam. Dimensioni: 12x9cm. Collezione privata Bart Sorgedrager, Amsterdam

Renato Padovan et al., IGNIS 25, (Rizzoli Editore) Milano 1969. Libro di commemorazione (anniversario dei 25 anni).
Collezione: Bart Sorgedrager, Amsterdam

Carel Blazer, Eva Besnyö, 50 Jaar Bruynzeel 1897-1947 (C. Bruynzeel & Zonen) Zaandam1947. Libro di commemorazione (anniversario dei 50 anni).
Collezione: Jan Wingender, Leusden/ The Netherlands, Fotomuseum, Rotterdam 

Anonimo, My trip to "Caterpillar", (Tractor Co. Peoria) Illinois, USA (anni 1940/1940s). Libro di commemorazione
(visita della fabbrica). Collezione: Bart Sorgedrager, Amsterdam

Nata nel 1960.
Vive e lavora a Amsterdam.

Analizzare il lavoro oggi: la collezione dei libri fotografici d'impresa

Il libro fotografico aziendale occupa una posizione di rilievo nella storia della fotografia olandese del dopoguerra, e gli anni tra il 1947 e il 1962 ne riflettono il pieno rigoglio. L’uso del termine “libro fotografico aziendale” si consolida in quegli anni. Una pubblicazione di questo tipo possiede solitamente un carattere celebrativo ed è destinata a una diffusione limitata: un’azienda affida a un gruppo di professionisti l’incarico di documentare vari aspetti della propria attività. Ciò che rende questo genere del tutto particolare, nei Paesi Bassi, è il fatto che fin dall’inizio, questi volumi sono nati dalla collaborazione tra i fotografi e i designer riuniti nel GKf di Amsterdam, un’associazione riservata a professionisti nel settore delle arti applicate. I fotolibri aziendali hanno quindi rappresentato una fonte di lavoro prestigiosa e redditizia, per la nuova generazione di fotografi del dopoguerra. Due titoli che hanno sancito la fortuna del genere nel suo periodo d’oro sono Bruynzeel 1897-1947 e PLEM 1859-1959. Altri due titoli riflettono l’ottimismo imperante nelle industrie olandesi dopo la Seconda guerra mondiale: Oranje Nassau Mijnen (Miniere Oranje Nassau), 1953 e Mensen van Menko (Gente della Menko), 1956. Nel corso degli anni Cinquanta, l’immaginario retorico lascia spazio alla fotografia documentaria indipendente. Il progetto grafico riflette sempre più l’impegno sociale verso le aziende, mentre il genere si apre a un uso del linguaggio informale da parte di poeti/scrittori sperimentali. Nasce un forte desiderio di tracciare un ritratto veritiero della realtà di uomini e donne calati nel mondo del lavoro. La rapida trasformazione in direzione di una vita sociale meno formale, negli anni Sessanta, si riflette in libri fotografici aziendali come De Verbinding/The Connection (La connessione), 1962. I libri in esposizione sono il frutto di un’accurata selezione dalla collezione privata di Jan Wingender, acquisita quest’anno dal Netherlands Fotomuseum di Rotterdam.

La categoria “Analizzare il lavoro oggi” estende il genere a oggi, superando i confini nazionali. Nel frattempo si è affermata una tipologia di fotolibri aziendali più ibrida in cui rientrano gli annual report di artisti. Nuova enfasi viene posta su come i fotografi contemporanei documentino la cultura d’azienda, le aree di lavoro e i lavoratori. Altri realizzano narrazioni visive sulla vita d’ufficio e sul dress code di fabbriche e aziende, oppure indagano criticamente il paesaggio industriale. Più di ogni altra pubblicazione, mensenstroom (Il potere della gente), 1997 dimostra fino a che punto i fotografi di documentazione abbiano tratto ispirazione proprio dai libri fotografici d’azienda del dopoguerra.
Gli inconsueti annual report da Migros e dalla George Gund Foundation, rileggendo in chiave moderna la lezione dei primi libri fotografici aziendali, assumono il carattere di vere e proprie pietre miliari nell’evoluzione del libro fotografico di documentazione.
I fotolibri pubblicati da e sulla sanità pubblica olandese, oggi come allora documentano l’attenzione alla salute e alla persona nelle istituzioni pubbliche. Negli anni Cinquanta e Sessanta, la prima generazione di fotografi a lavorare nel solco della tradizione umanista compila narrazioni per immagini ambientate negli ospedali universitari. Tra i rappresentanti del genere vi sono Eva Besnyö (1910-2003) e Ad Windig (1912-1996).
I libri fotografici di questo periodo, accomunati da un tono moralistico, si propongono di ritrarre “un giorno nella vita” di un paziente ricoverato in un istituto sanitario. Tali pubblicazioni preludono ai libri fotografici digitali e autoprodotti. Talvolta, il fotografo sceglie di rivolgere l’obiettivo sulla propria vita familiare e privata, come in Intensive Care (Terapia intensiva), 2010 di Andrea Stultiens.
Nel dopoguerra, alcuni tra i più raffinati libri fotografici aziendali in cui la fotografia gioca un ruolo di primo piano, sono realizzati da gruppi di grafici olandesi. In questo periodo, l’artista a tutto tondo versato nelle arti applicate cede il passo a nuove figure professionali, tra cui il fotografo, il graphic designer e l’illustratore. De letter op straat (La lettera per strada), 1956 attesta l’eccelsa qualità tipografica raggiunta da una serie di stampatori-editori d’avanguardia dopo la Seconda guerra mondiale. Vengono realizzati stupendi cataloghi e libri celebrativi, autentica espressione di maestria tipografica, utilizzando fotografia di documentazione e una veste grafica innovativa. Ai giorni nostri, il diffondersi di libri fotografici sempre più evoluti apre la strada a variazioni sul genere poco convenzionali, come On show (2008).
La sezione “Solo per CEO” propone una rassegna di fotolibri aziendali selezionati dalla collezione privata del fotografo Bart Sorgedrager di Amsterdam. Sin dagli anni Novanta, Sorgedrager ha documentato la chiusura di fabbriche nei Paesi Bassi come conseguenza dell’outsourcing, l’esternalizzazione dei servizi da parte delle aziende. Il risultato è un fotolibro che documenta la chiusura di un’azienda: un volume insieme commissionato e autoprodotto e diventato dono di commiato per tutti gli ex lavoratori. Secondo Sorgedrager, il periodo dal 1900 al 1940 potrebbe essere ancora più emblematico di quello della ricostruzione, soprattutto considerando l’avvento delle nuove tendenze architettoniche in Germania e in Russia negli anni Trenta. In quest’ottica e nella sua collezione, per libro fotografico aziendale si intende una pubblicazione commissionata e finanziata dall’azienda: Ignis (1956) e A souvenir of my trip to “Caterpillar” Peoria Illinois (Un souvenir della mia visita alla “Caterpillar” di Peoria, Illinois) ne sono due esempi.

Mirelle Thijsen

A cura di Mirelle Thijsen

Assistente alle ricerche
Clara Jankowski (cura della bibliografia e dei testi di sala per 'For CEO's Only').

Un ringraziamento per i loro prestiti ai collezionisti privati
Jan Wingender,
Bart Sorgedrager

Inoltre per il loro contributo a
the Netherlands Fotomuseum, Insinger the Beaufort N.V./BNP
Parisbas, Erik Kessels, Hans Gremmen