Jacqueline Hassink

Il tavolo di potere 2

Il suo libricino Tables of Power, pubblicato nel 1996 e poi aggiornato in un’edizione più ampia, è stato salutato come un evento memorabile. Seguendo un protocollo quasi scientifico, Jacqueline Hassink ha fotografato le sale dei consigli di amministrazione delle più importanti multinazionali mondiali senza alcuna presenza umana.
Un’incursione eccezionale e straordinaria nei grandi gruppi, quotati al Dow, al Nasdaq, al Nikkei o al CAC 40, che spesso hanno più potere e influenza di certi governi.
Tale visione asettica ed emblematica del potere è un sagace misto di sorpresa, umorismo, solennità e scetticismo.

Tavolo da riunione del consiglio di amministrazione di Eni,
The Table of Power 2 (I tavoli di potere 2)
Roma, 11 giugno 2010

Tavolo da riunione del consiglio di amministrazione di ArcelorMittal The Table of Power 2 (I tavoli di potere 2) Lussemburgo,
Lussemburgo, 4 dicembre 2009

BNP Paribas, Parigi, Francia 7 dicembre 2009

Lukoil, Mosca 17 febbraio 2010

Unicredit, Milano 10 settembre 2010

Nata nel 1966 nei Paesi Bassi.
Vive e lavora a New York.

Il Tavolo di Potere 2

— Per il progetto The Table of Power (1993-1995) ero alla ricerca di un tavolo che simbolizzasse il valore più importante della società moderna: il potere economico. Le multinazionali dell’industria sono le istituzioni commerciali più potenti del nostro tempo (le prime dieci in Europa vantavano all’epoca, un reddito complessivo di 524.731,8 milioni di dollari). Ho cercato di creare una mappa della società europea fotografando i più potenti simboli del potere, i tavoli da riunione dei consigli di amministrazione delle quaranta maggiori multinazionali europee secondo la “Fortune’s Global 500”, una classifica delle prime cinquecento società nel mondo stilata nel 1994 dalla rivista finanziaria americana Fortune in base al reddito (la prima edizione della classifica risale al 1990).
Mi sono rivolta a queste quaranta multinazionali per richiedere la loro collaborazione, prima contattandole telefonicamente, in un secondo momento via fax, tra il luglio del 1993 e il luglio del 1995. Mi hanno risposto per lettera. Diciannove di loro hanno rifiutato adducendo svariate ragioni; le restanti ventuno, alla fine, mi hanno autorizzato a visitare il loro quartier generale per fotografare il tavolo da riunione nella sala del consiglio di amministrazione. Immortalando i più importanti tavoli aziendali d’Europa, ho iniziato a tracciare una mappa dei centri del potere economico.
Il Tavolo di Potere 2 (2009-2011)
Sul finire del 2007, con l’avvento della Grande Recessione, la situazione economica nel mondo è cambiata drasticamente. Le maggiori società di servizi finanziari degli Stati Uniti, tra cui Lehman Brothers, Freddie Mac e Fannie Mae, sono collassate in breve tempo. Lehman Brothers non è sopravvissuta. Le principali banche e l’industria automobilistica hanno fatto seguito. General Motors, per anni la più grande multinazionale del mondo, ha dichiarato bancarotta nella primavera del 2009, pur riuscendo a sopravvivere grazie agli aiuti finanziari del governo statunitense. La situazione economica negli Stati Uniti ha avuto gravi ripercussioni in tutto il mondo. La crisi economica ha messo in ginocchio molte società, facendo registrare un crollo delle vendite globali pari al 40%. Si tratta della peggiore crisi dal 1930.
Nella primavera del 2009, ho avuto l’idea di riprendere in mano il progetto The Table of Power per gettare uno sguardo sull’attuale panorama finanziario europeo. Il mio intento primario era quello di scoprire come la situazione economica fosse cambiata quindici anni dopo il primo progetto. Volevo appurare se le prime quaranta multinazionali europee del mondo dell’industria figurassero ancora nella nuova edizione della classifica di Fortune, se e in che modo il cambiamento si riflettesse nella sala del consiglio di amministrazione, e se avesse inciso sul reddito e il numero di impiegati. La classifica del 2009 è servita come punto di partenza per la continuazione del progetto. Dal momento che le banche principali e le grandi società finanziarie avevano giocato un ruolo determinante nella spirale discendente dell’economia con pesanti ricadute nella nostra immediata coesistenza sociale, ho ritenuto opportuno includerle in Il Tavolo di Potere 2 al fianco delle multinazionali dell’industria.
Undici società hanno rifiutato di prendere parte al progetto, mentre ventinove hanno dato il loro assenso.

Jacqueline Hassink

Fotografie
© Jacqueline Hassink

www.jacquelinehassink.com