Brian Griffin

Rapporto Annuale 1974-2013

Ritrattista eccezionale e affatto convenzionale, Griffin ha lavorato sempre su commissione, principalmente per il mondo dell’impresa e in particolare dell’industria discografica per le custodie di dischi rock.
Brian Griffin ha un talento speciale nel mettere in scena i suoi ritratti, nel rendere “personaggi” gli anonimi staff impegnati nella produzione: dalla vendita, gestione, ricerca, passando per la segreteria fino ad arrivare ai top manager.
Figlio di operai mantiene una fedeltà assoluta alle sue origini proletarie, spesso esaltate nel suo lavoro. Memorabili sono le libertà che si prende nel fotografare la categoria dei cosiddetti colletti bianchi.

Liam, operaio metallurgico addetto al fissaggio
St. Pancras, Londra
2005

Natalie Gore, fabbricante di catene, the Solid Swivel Company LTD. Cradley, Inghilterra 2010 Courtesy of Birmingham Central Library

Addetta alla fonderia Lye, Gran Bretagna 2010

Il Primo Ministro Margaret Thatcher 10 Downing Street, Londra 1986

Big Bang Broadgate, Londra 1986

Nato nel 1948 a Birmingham.
Vive e lavora a Londra.

Rapporto Annuale – 1974/2013

Sono nato a Birmingham nel 1948, ma fino a ventun’anni ho vissuto a Lye, una città a dieci miglia a sud est di Birmingham, situata in un’area industriale denominata “BlackCountry”.
A sedici anni, come chiunque altro nella mia cerchia, ho lasciato la scuola e ho iniziato a lavorare in fabbrica. A ventun’anni, apprendista stimatore di tubazioni per la British Steel Corporation, sono fuggito dalla noia dell’ufficio per iscrivermi alla School of Photography del Manchester College of Art. Nel novembre del 1972 ho accettato un’offerta di impiego presso la nota rivista economica Management Today. Ho capito subito che quel lavoro non faceva per me: dovevo fotografare proprio il genere di persone con cui avevo lavorato prima dell’università. Conclusa quella parentesi d’esordio durata cinque mesi, ho lavorato per vent’anni come fotografo freelance. Il mio mentore Roland Schenk, designer di riviste, mi ha molto inspirato, aiutandomi a creare uno stile personale nella mia fotografia. Con l’avvento del post–punk ho iniziato a fotografare gruppi e band per i giornali e la comunicazione, firmando tra l’altro molte custodie di vinili. Alcuni degli artisti e soprattutto delle copertine sono diventate molto famose essendo finite nella classifica delle 100 custodie più famose di tutti i tempi della rivista Rolling Stone. Nel 1979 il Paese iniziò a cambiare velocemente. Margaret Thatcher era stata eletta primo ministro. Arrivò a definire “sexy” il mondo degli affari, e io mi guadagnai una certa reputazione facendo apparire interessanti ed eccitanti i professionisti delle imprese. A ciò devo in parte la decisione di Hewlett Packard di affidare a me il compito di realizzare la documentazione fotografica dei loro annual report, permettendomi di vincere molti premi. Quella era un’epoca in cui gli annual report erano davvero interessanti. Verso la metà degli anni Ottanta cominciarono i lavori di costruzione del Broadgate. Una vasta area di Londra venne demolita per fare spazio a questo nuovo complesso. Per i successivi due anni, ebbi l’incarico di studiare un’apposita illuminazione per quel settore della City, creando una sorta di grandiosa scenografia per spettacoli fotografici. Diedi vita alla performance fotografica “The Big Tie” e curai una brochure per presentare il progetto a chi avrebbe dovuto sostenerlo, la famiglia reale e il primo ministro. Risale a quel periodo la mia visita a Margaret Thatcher al numero 10 di Downing Street per un servizio fotografico non ufficiale. Nel 1987 si tenne la mia prima mostra al festival Les Rencontres d’Arles, dove mi fu conferita la cittadinanza onoraria: un momento unico, indimenticabile. Più tardi, sempre in quell’anno, la mia mostra “Work” aprì il Festival di Edimburgo e fece il giro dell’Europa e della Gran Bretagna nei due anni successivi: un tour culminato in una personale alla National Portrait Gallery di Londra nel 1989. Nello stesso anno,il quotidiano The Guardian mi nominò “Fotografo del decennio” e Life pubblicò la mia fotografia “A Broken Frame” sulla copertina del numero dedicato alle “migliori fotografie degli anni Ottanta”. Negli anni Novanta smisi di fare fotografia e presi a dirigere spot pubblicitari,video di musica pop e cortometraggi.Tornato alla fotografia nel 2001, ricevetti l’incarico di ritrarre gli abitanti di Birmingham, in vista della sua candidatura a Città della Cultura. Dodici anni di attività in campo cinematografico avevano affinato la mia padronanza nelle tecniche di illuminazione. Ne diedi prova nei ritratti di gruppo che caratterizzarono i grandi progetti successivi. Il primo, riguardante la costruzione della linea ferroviaria ad alta velocità High Speed 1 e la ristrutturazione della stazione di St. Pancras, portò alla pubblicazione di un libro e a una mostra in occasione del Royal Opening nel 2007. Fece subito seguito “The Road To 2012”, un progetto commissionato dalla National Portrait Gallery sulle Olimpiadi di Londra.Nel 2009 cadeva il quarantesimo anniversario dei Rencontres d’Arles, e io ho avuto la fortuna di vedere esposte le mie opere in due grandi mostre che attirarono nuovamente l’attenzione sulla mia fotografia. Infatti, il Collège des Bernardins mi incaricò di organizzare una personale per Paris Photo del 2010 e nel 2011 mi commissionarono un progetto fotografico sui portuali e i container di Fos-Sur-Mer, in occasione di “Marsiglia, Capitale europea della Cultura 2013”.

Brian Griffin

Exposizione parzialmente organizzata con l'appoggio della Birmingham Central Library